Aquileia, IT
A nord di piazza Capitolo sono visibili i resti di un articolato complesso edilizio, la c.d. “Domus di Tito Macro”, che occupava un’intera insula, compresa fra due kardines (strade lastricate con andamento N-S): si tratta di una delle più vaste dimore di epoca romana tra quelle rinvenute nel Nord It
alia, copre una superficie di 1.700 metri quadrati e rappresenta un unicum in Europa. L’abitazione si estende per circa 77 metri in lunghezza e 25 in larghezza massima, all'interno di uno degli isolati meridionali della colonia, fondata nel 181 a.C.A partire dall’età tardo-repubblicana (I sec. a.C.) si riconosce in particolare nella fascia centrale una domus di alto livello, aperta su un vasto peristilio mosaicato con disegni geometrici bianchi e neri. Su questo portico si affacciavano stanze che hanno restituito alcune delle più lussuose decorazioni pavimentali scoperte ad Aquileia e oggi conservate presso le gallerie del Museo Archeologico Nazionale: si tratta del famoso mosaico con il fiocco tra tralci di vite che fungeva da soglia di una saletta aperta a sud, del pavimento con la raffigurazione del ratto di Europa da parte di Zeus in forma di toro che decorava una stanza da letto (cubiculum), e del celebre “pavimento non spazzato” (asaroton), mosaico che riproduce fedelmente i resti di un lauto pasto, collocato in origine in una sala da pranzo (triclinium).L’edificio subisce un sostanziale rifacimento nel IV secolo, al quale risale anche la pavimentazione musiva di un vasto amb
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