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La crisi degli ostaggi in Algeria cominciò il 16 gennaio 2013, quando dei miliziani affiliati ad al-Qaeda con una brigata comandata da Mokhtar Belmokhtar sequestrarono oltre 800 persone di diverse nazionalità nell'impianto di estrazione del gas di Tigantourine, vicino ad In Aménas, nell'est dell'Alg
eria. Uno dei maggiori luogotenenti di Belmokhtar, Abdul al Nigeri, guidò l'attacco e fu tra i terroristi uccisi. Dopo quattro giorni, le forze speciali algerine fecero un'incursione nel sito, in uno sforzo per liberare gli ostaggi. Almeno 39 ostaggi stranieri rimasero uccisi, insieme ad una guardia giurata algerina, così come 29 militanti. Furono liberati 685 lavoratori algerini e 107 stranieri. Tre miliziani furono catturati.
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