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Colonna della peste

Paruzzaro, Italy

Il Piemonte, regione dell’Italia nordoccidentale, è stato più volte colpito da epidemie di peste nel corso dei secoli, in particolare tra Cinquecento e Seicento, quando le guerre e gli spostamenti di truppe favorivano il diffondersi delle malattie infettive. Di fronte al flagello, le comunità reagiv

ano con gesto collettivo: si faceva voto di erigere un monumento in onore della Madonna o di un santo protettore, promettendo preghiere, processioni e feste se l’epidemia si fosse arrestata. La colonna della peste è proprio questa: un voto trasformato in pietra, un oggetto di devozione popolare che segna lo spazio urbano come testimonianza di una grazia ottenuta. Il modello architettonico è ben preciso e riconoscibile. Si tratta di un fusto monolitico o composto da più tamburi, spesso rivestito di maioliche dipinte azzurre e bianche, tipico della produzione ceramica piemontese e lombarda tra ‘600 e ‘700. La colonna termina con una statua, generalmente la Vergine Maria, un santo o un angelo, a simboleggiare la protezione divina. In molti borghi piemontesi, queste colonne occupano posizioni di rilievo: piazze centrali, incroci viari, ingressi del paese. Sono elementi del paesaggio urbano che parlano di storia sociale, di fede popolare, di resistenza comunitaria. Chi arriva di fronte a una colonna della peste può aspettarsi di trovarsi davanti a un manufatto di piccola-media scala, sobrio nella pianta ma prezioso nei rivestimenti, inserito nel contesto quotidiano di una strada o di un

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