Fermo, Italy
Le Cisterne Romane di Fermo costituiscono un sistema sotterraneo di ricezione e inalamazione delle acque piovane, ubicato sotto via Paccarone e parzialmente sotto l’ex convento domenicano vicino alla Chiesa di San Domenico, nell’area dove probabilmente sorgeva il foro romano in età imperiale. L’acce
sso attuale proviene dal Museo Civico Archeologico ospitato nel convento; un ingresso moderno fu realizzato nel 1210 da via degli Aceti in concomitanza con la costruzione del convento. Della struttura originale resta visibile solo l’unica scala romana dall’interno, mentre l’uscita è stata murata in epoca recente. La datazione convenzionale fissa l’opera intorno al 40 d.C., sulla base di un frammento di tegola rinvenuto su una parete, recante il timbro di Clodi Ambrosi, costruttore attivo in quel periodo; tuttavia alcuni studiosi propendono per una realizzazione nella fase finale del I secolo a.C. L’estensione complessiva di circa 2200 metri quadrati è singolare nel contesto italiano, e la pianta si articola in trenta camere disposte su tre file parallele, destinate alla raccolta e distribuzione dell’acqua piovana all’abitato. Fino al 1980 sei di queste sale continuavano a essere impiegate per l’approvvigionamento idrico cittadino, con acque captate dalle sorgenti dei Monti Sibillini. Gli interventi di pulizia dei detriti accumulati nei secoli hanno interessato le altre sale già intorno al 1960, permettendo di recuperare la visione d’insieme dell’impianto.
Ascolta l'audioguida di Cisterne Romane Gratis su WIP — parte da sola quando arrivi sul posto, anche a schermo spento