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Chiesa di San Salvatore

Bergamo, Italy

Chiesa di San Salvatore

La chiesa del Santissimo Salvatore, nota anche come San Salvatore o, più popolarmente, come chiesa dei disperati (o dei casi disperati), si erge sul colle omonimo nella parte alta di Bergamo. Si trova di fronte alla sede della Misericordia Maggiore, che ospita il Museo donizettiano, e s'allunga all'

ombra della basilica di Santa Maria Maggiore. Le origini della chiesa si intrecciano con leggenda e documenti storici. Secondo il monaco Donato Calvi, autore delle Effemeridi sacre e profane (1676), fu il duca longobardo Lupo, convertito al cristianesimo dalla figlia santa Grata, a donare il terreno il 16 marzo 299 per la costruzione di un luogo di culto dedicato al Santissimo Salvatore, che divenne poi sede della sua sepoltura. Lo scrittore Lorenzo Dentella, ne I vescovi di Bergamo, attribuisce la fondazione ai Longobardi giunti in Italia nel 569 con Alboino. Il Calvi riporta inoltre che nell'808 Carlo Magno, fermatosi a Bergamo, fece consacrare la chiesa all'Altissimo e nominò Agino vescovo di Bergamo. Più solide notizie arrivano da Luigi Angelini, ne Il volto di Bergamo nei secoli: tra l'828 e il 911 la città era ricca di monumenti e chiese, tra cui una dedicata al Santissimo Salvatore con un monastero adiacente eretto nell'841. Un documento dell'895 testimonia che il re Arnolfo donò al vescovo Adalberto il monasterium Domini Salvatoris situm in eadem civitate.

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