Milano, Italy
La vibe qui è decisamente urban-chic, ma ti devo portare in un posto che non esiste più. Siamo in via Moscova, e sì, lo so, ora è tutta palazzi e uffici, ma tra il 1611 e il 1804 qui sorgeva la Chiesa di San Carlo, un gioiello del Barocco milanese che oggi è un vero pezzo di storia da immaginare. Il
progetto era di Aurelio Trezzi e la chiesa era descritta come di grandezza assai ragguardevole, con una navata unica e ben dodici cappelle laterali, sei per lato. Le prime quattro dall’ingresso erano più modeste, ma le ultime due erano delle vere e proprie star: più decorate, più monumentali, insomma, il top del top. I padri carmelitani scalzi si insediarono qui nel 1614, anno in cui il cardinale Federico Borromeo la benedisse, e devi sapere che all’interno c’erano opere pazzesche. Nella cappella di San Giovanni Battista, un dipinto di Francesco Cairo con San Giovanni e San Zaccaria. Nella cappella di San Giuseppe, una statua in marmo di Carrara firmata da Giuseppe Rusnati e i quadri del Legnanino. E poi, nella cappella dedicata alla Vergine, gli affreschi di Daniele Crespi e un’immagine di Maria di Alessandro Vaiani. Ma il must-see assoluto erano i dipinti della Vita di Santa Teresa, in gran parte realizzati da Giulio Cesare Procaccini — un nome che da solo vale il viaggio. C’era anche un Sant’Antonio Abate nel deserto di José de Ribera e la Liberazione delle anime del Purgatorio di Giovan Battista Discepoli. Purtroppo, nel 1804 la chiesa venne sconsacrata e il convento demolito
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