Stienta, Italy
La Chiavica del Ponte Vecchio rappresenta un esempio cruciale dell'ingegneria idraulica della Repubblica di Venezia, risalente al 1543 durante il dogado di Andrea Gritti. Questo manufatto in mattelli e pietra istriana fungeva da collettore primario per le acque reflue e meteoriche provenienti dal se
stiere di Cannaregio, convogliandole verso il canale principale attraverso un sistema a pelo libero. La struttura architettonica presenta arcate ribassate con chiave di volta in pietra dura, progettate per resistere alla pressione delle maree e al tempo. Gli operai, appartenenti alla corporazione dei muratori veneziani, utilizzarono calce e sabbia del lido per legare i blocchi, garantendo impermeabilità duratura. Nel XIX secolo, l'espansione urbana richiese modifiche interne, ma l'assetto originale fu preservato grazie all'intervento del Magistrato alle Acque. Oggi, visitabile solo su richiesta, offre uno sguardo raro sulle tecniche costruttive pre-industriali utilizzate per proteggere la città dall'inquinamento e dalle alluvioni. La superficie esterna mostra segni di erosione marina datati al 1600, testimonianza diretta dell'incessante movimento delle acque lagunari. Un particolare storico riguarda l'obbligo legale imposto ai proprietari di case adiacenti di collegarsi alla rete, pena multe elevate, evidenziando l'importanza strategica di questo impianto per la salute pubblica dell'epoca. La recente restauro del 1998 ha rivelato iscrizioni lapidarie nascoste sotto lo strato di spo
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