Santiago, Chile
L'Estación Mapocho, situata sulla sponda sud del fiume Mapocho, all'incrocio tra le vie Presidente Balmaceda e Bandera, è un notevole esempio di architettura ferroviaria di inizio Novecento. La sua costruzione iniziò nel 1905 su progetto dell'architetto cileno Emilio Jecquier, che risiedeva in Franc
ia. La struttura, lunga 280 metri e alta 17, è composta da una base in muratura e da una volta in acciaio rivestita di vetro (oggi in rame). L'acciaio fu realizzato dalla società belga Haine Saint Pierre. L'inaugurazione ufficiale avvenne il 12 maggio 1912, e la stazione fu aperta al pubblico nel 1913. Fu uno dei lavori civili commissionati per celebrare il primo centenario dell'indipendenza cilena, insieme al parco della Collina di Santa Lucía, all'Alta Corte di Giustizia e al Museo Nazionale delle Belle Arti. Per molti anni, Estación Mapocho fu il principale snodo ferroviario di Santiago, collegando la capitale a Valparaíso, all'Argentina e al nord del Cile, allora centro del boom del salnitro. Nel 1976, l'edificio fu dichiarato Monumento Nazionale per il suo valore architettonico, sentimentale e storico. Nel 1986, durante i lavori di ristrutturazione, il traffico ferroviario fu dirottato verso la stazione di Alameda, causando disagi ai pendolari. Nello stesso anno, il disastro ferroviario di Queronque, con 58 morti, portò alla chiusura della linea Santiago–Valparaíso. Nel 1987, l'EFE (impresa ferroviaria statale) interruppe i lavori e la stazione fu dismessa, cadendo in un grave
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