İstanbul, Italy
Cattedrale cristiano greco-ortodossa. La chiesa, precedentemente parte di un monastero ortodosso, nell'anno 1600 venne elevata a cattedrale dal patriarca di Costantinopoli Matteo II (1596-1603), che ordinò il trasferimento della sede del Patriarcato ecumenico nella chiesa di San Giorgio, la ove fu i
l quartiere bizantino di Fener, centro della vita greco-ortodossa di Istanbul. L'edificio fu modificato più volte nel corso degli anni e pochi elementi appartengono ancora alla struttura originale. Il patriarca Timoteo II (1612-1620) rinnovò l'edificio ampliò la cattedrale nel 1614. Nei primi anni del XVIII secolo la cattedrale fu danneggiata da un incendio. Nel 1720 il patriarca Geremia III (1716-1726, 1732-1733) intraprese il restauro della cattedrale, proseguito poi dal patriarca Paisio II. Nel 1738 un altro incendio danneggiò l'edificio. L'ultima ricostruzione principale fu intrapresa dal patriarca Gioacchino III (1878-1912). La chiesa venne nuovamente danneggiata da un incendio nel 1941 ma, per motivi politici, non fu pienamente restaurata fino al 1991. I suoi oggetti più preziosi vennero salvati dalle fiamme. Il 3 dicembre del 1997 un attentato dinamitardo ha ferito gravemente un diacono e danneggiato l'edificio. Dopo la caduta dell'impero ottomano e l'ascesa della repubblica turca, la maggior parte della popolazione greco-ortodossa di Istanbul fu costretta a emigrare, e oggi la cattedrale di San Giorgio ha un ruolo simbolico come centro del Patriarcato ecumenico e come meta
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