Roma, Italy
Sali su questo terrapieno che domina la via Cassia e immagina l'anno 1537. È novembre. Ignazio di Loyola percorre la via Francigena nella direzione di Roma, diretto ad incontrare papa Paolo III, quando in questa località detta La Storta accade qualcosa che cambia tutto: ha una visione di Gesù e del
Padre. Quel luogo, divenuto subito meta di pellegrinaggi, vide ergersi una cappella chiamata della Visione. Quattro secoli dopo, nel 1923, un comitato decise di edificare un santuario dedicato all'evento, pensando persino di ampliare la cappella originale, ma la conformazione del sito lo impedì e si scelse una collina poco distante. Il progetto fu affidato a Giuseppe Astorri, che ideò un edificio ispirato al Rinascimento, a navata unica con cappelle laterali, abside e facciata preceduta da un portico a tre fornici. La prima pietra fu posta il 31 luglio 1926, ma i lavori seguirono subito un nuovo progetto redatto da Filippo Sneider e ben presto si fermarono per mancanza di fondi, lasciando la costruzione allo stato di rudere. Fu il 1946 a segnare la svolta definitiva. Il cardinale Eugène Tisserant, da poco divenuto vescovo di Porto e Santa Rufina, volle dare nuovo slancio all'edificio perché diventasse cattedrale in sostituzione di quella dei Santi Ippolito e Lucia a Fiumicino, decentrata e insufficiente, e cambiò la dedicazione da Sant'Ignazio ai Sacri Cuori di Gesù e Maria. I lavori ripresero l'anno successivo e procedettero fino al 1955, anno in cui fu ultimato il campanile proge
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