Forni di Sopra / For Disora, Italy
I ruderi del castello di Sacuidic si ergono presso l'antica strada e il guado sul fiume Tagliamento, snodo storico di passaggi di truppe, merci e pellegrini dall'Adriatico al Nord Europa tramite il passo della Mauria. Il maniero, databile alla fine del XII secolo, fu devastato da un incendio doloso
negli ultimi decenni del XIII secolo, probabilmente appiccato dai Savorgnani che nel 1326 acquisirono i Forni Savorgnani (odierni Forni di Sopra e Forni di Sotto) per reprimere un'attività clandestina. Dai resti furono recuperati lingotti e cerchi metallici usati per coniare monete false, segno di una zecca illegale attiva nel sito. Con la distruzione della zecca cessò anche la vita del maniero. Tra i reperti salvatisi dall'incendio spiccano bicchieri di vetro, rarissimi per l'epoca, punte di frecce da guerra e venatorie, una corazza e altri oggetti di pregio. La prima campagna di scavo fu promossa da Alexander Wolf (Pfozheim 1826-Udine 1904) tra il 1889 e il 1901, che mise in luce i resti e realizzò rilievi dettagliati. Dopo un lungo abbandono, nel 2004 l'Università di Venezia, con la direzione dell'architetto Fabio Piuzzi, ha ripreso gli interventi di restauro e le indagini archeologiche, portando alla luce nuovi reperti e confermando la datazione del castello tra il XII e il XIV secolo. Oggi il sito appare come un'area archeologica accessibile, testimonianza di un episodio di economia sommersa e violenza feudale nel medioevo alpino.
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