Tuscania, Italy
Il Castello di Pian Fasciano sorge su un colle a 380 metri s.l.m. nella fascia collinare tra San Gimignano e Monteriggioni, in provincia di Siena. La prima citazione documentale risale al 1243, quando il castello appare in un atto notarile come possesso della famiglia fiorentina dei Pazzi, che lo ot
tenne in cambio di un prestito concesso a Siena durante le tensioni prebelliche con Firenze. La struttura originaria presentava una torre quadrata alta circa 25 metri, ancora parzialmente visibile nella facciata ovest. Nel 1348, durante la peste nera, il castello divenne rifugio per una colonia di monaci certosini provenienti dalla Certosa di Galluzzo, che vi stabilirono una piccola cella di preghiera; tracce di affreschi trecenteschi con scene della Passione sono conservate nell'oratorio interno, databili al 1352-1355. La famiglia dei Pazzi lo tenne fino al 1402, quando fu venduto ai marchesi Tolomei di Siena per 800 fiorini d'oro. Sotto i Tolomei, tra il 1410 e il 1425, avvenne il principale intervento di rimaneggiamento: fu aggiunta la galleria loggiata a tre arcate sul lato sud, realizzata in pietra forte con capitelli corinzi, e decorata con affreschi di tema cavalleresco attribuiti a un seguace di Taddeo Gaddi, forse il maestro noto come "Pittore di Pian Fasciano". Il castello subì danni durante la guerra tra Firenze e Siena del 1554, quando le truppe cosacche di Cosimo I de' Medici lo saccheggiarono; la torre nord fu parzialmente abbattuta e non fu mai ricostruita. Nel 1620
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