Seulu/Seulo, Italy
La Sardegna custodisce una delle tracce più antiche e distinctive della preistoria mediterranea: la civiltà nuragica, fiorita tra il XVI e il II secolo a.C. e unica nel suo genere, sviluppata esclusivamente sull'isola. I nuraghi, quelle torri in pietra a forma di alveare, sono i monumenti più celebr
i, ma il paesaggio archeologico sardo non si esaurisce in essi. Intorno ai complessi nuragici sorgevano villaggi composti da capanne in pietra secca, con tetti conici di frasche e paglia, spesso disposte in gruppi organizzati. Il sito di Taccu 'e Ticci si inserisce in questo quadro: conserva i resti di capanne abitate in epoca nuragica, quando la vita quotidiana si svolgeva tra pastorizia, agricoltura e commercio di ossidiana. Camminare in un'area del genere significa percorrere un territorio dove ogni sasso racconta. La Sardegna è un'isola di contrasti e di silenzi: costa frastagliata, interno aspro e selvaggio, pietra calcarea e granito che emergono come spine dorsali dal verde del macchia. La cultura locale, ancora oggi profondamente legata alla terra e al bestiame, porta dentro di sé il ricordo di millenni di continuità. Visitare un sito archeologico sardo non richiede grande sforzo: non ci sono biglietterie imponenti o percorsi climatizzati. Si arriva al cancello, si entra e si trova il paesaggio antico che continua a esistere ancora oggi, quasi fosse rimasto sospeso.
Ascolta l'audioguida di Capanne Del Villaggio Nuragico Di Taccu 'e Ticci Gratis su WIP — parte da sola quando arrivi sul posto, anche a schermo spento