Veroli, IT
Dopo la soppressione degli ordini religiosi da parte del neonato Regno d’Italia, nel 1874 la legge n. 206 del 28 febbraio definì lo status dell’antica Biblioteca dell’Abbazia di Casamari, status che con altre 10 biblioteche italiane essa conserva tuttora, attraverso i vari adeguamenti normativi inte
rvenuti nel corso del tempo, ovvero quello di biblioteca statale annessa a un monumento nazionale. Come tale la Biblioteca non vide il suo patrimonio confluire nel demanio pubblico e fu affidata in custodia ai monaci, ricevendo dallo Stato italiano dei contributi per la gestione e per la manutenzione e il restauro dei volumi. I monaci si impegnarono da parte loro a garantire l’apertura al pubblico e l’accesso alla consultazione come in tutte le altre biblioteche pubbliche governative del Regno. Questo status consente alla biblioteca ancora oggi di conservare la sua autonomia tecnico-scientifica. È gestita in convenzione tra il Ministero della Cultura e i religiosi ed è in consegna a un conservatore responsabile locale, ricevendo dal Ministero i finanziamenti necessari per il funzionamento e la manutenzione oltre al personale, se disponibile, o a ulteriori finanziamenti a questo scopo. Ma la storia della Biblioteca è molto più antica e si intreccia strettamente a quella dell’ente che la ospita fin dalle origini. Da un primitivo nucleo di testi essenziali e necessari alla vita comunitaria del cenobio benedettino sorto all’inizio dell’XI secolo, ovvero dalla dotazione libraria minima,
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