Venezia, Italy
L'opera, intitolata comunemente 'Beata Vergine Maria', è un esempio eccezionale di scultura sacra veneziana del tardo Quattrocento. Realizzata in legno di tiglio, la statua presenta una policromia originale conservata con straordinaria integrità, con il manto azzurro ottenuto tramite lapislazzuli e
i fiori di giglio intagliati sul velo. L'attribuzione stylistica rimanda alla cerchia di Antonio Rizzo, attivo a Venezia tra il 1460 e il 1470, riconoscibile nella resa del panneggio a pieghe profonde e nel volto dalla dolcezza malinconica tipica della devozione tardogotica. La figura regge il Bambino in posizione hieratica, con un gesto che anticipa le composizioni rinascimentali di Giovanni Bellini. L'opera fu commissionata dalla Confraternita del Rosario nel 1482 per l'altare maggiore dell'oratorio di San Polo, dove rimase fino alla soppressione napoleonica del 1806. Recuperata nel 1815, fu restaurata nel 1954 da Luigi Bellavitis, che reintegrò le parti mancanti della mano destra della Vergine utilizzando tecniche di stucco policromo tradizionali. Oggi è esposta in una teca climatizzata, illuminata da luce naturale filtrata da vetrate seicentesche.
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