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Batteria Pattacroce

Val-Cenis, France

La batteria Pattacroce, detta anche Ancien fort de Pattacreuse, sorgeva sulla vetta del monte omonimo a 2.395 metri di quota, in posizione dominante rispetto a tutte le altre fortificazioni dell'area, sia italiane sia francesi, che all'epoca erano prive di difese stabili. La costruzione risale al bi

ennio 1887–1889 e si inserisce nel più ampio sistema difensivo alpino italiano, realizzato in seguito alla perdita del territorio piemontese del 1860. Venne edificata dopo i forti del Moncenisio — forte Cassa, forte Roncia e forte Varisello — con lo scopo preciso di contrastare un'eventuale avanzata nemica attraverso il Colle del Piccolo Moncenisio. La batteria era servita da una strada militare di circa 9.000 metri, realizzata nel 1887 tra Gran Croce, Bivio Varisello e Pattacroce, protetta dal tiro nemico grazie a un efficace terrapieno che la collegava al forte Varisello fino al ponte della Comba Borgna. La vita operativa della batteria fu però brevissima: già pochi anni dopo il completamento, l'esercito francese eresse i forti Mont Froid e Petit Turrà a un'altitudine superiore, rendendo la struttura italiana estremamente vulnerabile, poiché i due forti francesi potevano distruggerla con un bombardamento di sole poche ore. Di conseguenza, nel 1904–1905 l'esercito italiano decise lo smantellamento dell'armamento, trasferito alla Ba, e la batteria venne abbandonata. A seguito del trattato di Parigi del 1947, la zona fu ceduta alla Francia: oggi restano solo alcuni ruderi in un luog

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