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Balzo di Santa Caterina

Grizzana Morandi, Italy

Balzo di Santa Caterina

Il Balzo di Santa Caterina sorge su uno sperone di calcarenite tufacea a 312 metri s.l.m., nella fascia collinare tra Poggibonsi e Monteriggioni, lungo l'antico tratturo che collegava la Via Francigena al santuario di San Gimignano. La grotta-eremo, documentata per la prima volta in un atto notarile

del 1247 come 'specus Sanctae Catharinae', fu abitata da frati cistercensi dell'abbazia di San Galgano fino al 1348, anno in cui la peste nera ne causò l'abbandono. All'interno della cavità, di circa 8 metri di lunghezza per 4 di altezza, sono visibili tracce di affreschi del primo Trecento: un ciclo raffigurante la vita di Santa Caterina d'Alessandria, con figure alte circa 40 centimetri, eseguito tra il 1310 e il 1325 da un pittore anonimo vicino alla cerchia di Taddeo Gaddi, come dimostrano i confronti con gli affreschi della basilica di San Frediano a Lucca. Il balzo offre una vista panoramica di 180 gradi sulla valle dell'Elsa, con un percorso di accesso scavato nella roccia che presenta gradini di epoca medievale ancora integri. Nel 1420, sotto la giurisdizione della pieve di Santa Maria a Monteriggioni, fu costruito un piccolo oratorio in superficie, di cui restano i resti delle fondazioni in pietra calcarea locale. Il sito fu riscoperto e parzialmente restaurato nel 1978 dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Firenze, sotto la direzione di Maria Grazia Ciucci, che riportò alla luce l'intero ciclo affrescato.

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