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Amphithéâtre de Carthage

تونس, Italy

L'anfiteatro di Cartagine sorse tra la fine del I e l'inizio del II secolo d.C., sul lato ovest della collina di Byrsa. La città aveva ormai perso il suo antico destino cartaginese e rifondata da Giulio Cesare come colonia romana, divenendo capitale della provincia di Africa Proconsolare. Un'iscrizi

one epigrafica certifica che l'edificio era già in funzione tra il 133 e il 139 d.C., ed è probabile che subisse ampliamenti nel corso del III secolo. La struttura, di forme tipiche degli anfiteatri romani, era composta da un cerchio di archi sorretti da colonne e coronato da arcate superiori. Le pareti ospitavano raffigurazioni in rilievo: figure umane, animali, navi e personificazioni dei venti, eseguite con grande perizia tecnica. Un viaggiatore arabo dell'XI secolo, Al-Bakri, dedicò all'edificio una descrizione entusiasta, definendolo "la meraviglia più grande di Cartagine" e notando in particolare i volti dei venti – Est sorridente e Ovest accigliato. Nel Medioevo, un altro viaggiatore, Al Idrissi, rimase colpito dalla fascia di circa cinquanta archi e dalle sculture a tutto tondo che li adornavano. Oggi il sito archeologico versa in condizioni precarie, minacciato da fenomeni di predazione concentrati principalmente nell'arena stessa.

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