Pachacámac, Peru
Amaru Topa Inca, noto anche come Amaru Yupanqui, nacque a Pomacocha all'inizio del XV secolo, presumibilmente intorno al 1415, durante la prima campagna del padre Pachacútec sull'altipiano del Collao. Figlio legittimo del sovrano e della Coya Mama Anahuarque, crebbe in un ambiente di corte, ma si di
stinse subito per il suo carattere tranquillo e prudente, lontano dagli ideali guerrieri che dominavano la nobiltà inca. Amava i lavori agricoli, promuovendo la costruzione di terrazzamenti e reti di irrigazione, e si dedicava con passione all'edificazione di palazzi, sia a Cusco sia nelle località limitrofe. Queste attività gli valsero l'affetto dei sudditi, che videro con favore la sua designazione a erede del trono da parte di Pachacútec. In una cerimonia grandiosa, il sovrano gli fece indossare la mascapaicha, il simbolo del potere, davanti a tutto il popolo. In quell'occasione, Amaru Yupanqui prese come moglie ufficiale una sorella, Curi Ocllo, la cui casa era vicina al palazzo di Concalpata, sede della Chima panaca, la famiglia ereditaria del mitico Manco Cápac. Questa abitazione divenne famosa a Cusco per la sua potenza sacrale, tanto da essere considerata una huaca inserita nel sistema dei ceque, le linee immaginarie che collegavano i luoghi sacri dell'impero. Come coreggente, Amaru fu incaricato di percorrere l'impero insieme a due fratelli maggiori illegittimi, per ripristinare e innovare il culto delle huaca, dimostrando capacità amministrative. Tuttavia, le prove bellic
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