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Abdulazizxon madrasasi

Buxoro, Uzbekistan

Abdulazizxon madrasasi

Sono Nicky, la tua guida locale. Siamo davanti alla madrasa Abdulaziz Khan, nel cuore di Bukhara, in Uzbekistan. Questo posto fa parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco, ma il dettaglio che mi fa impazzire è un altro: guarda la luce gialla sulle piastrelle. È la prima volta che viene usata a Bukhar

a, ed è un dettaglio che racconta tutta la storia di questo luogo. La madrasa prende il nome dal suo fondatore sciita, Abdulaziz Khan, vissuto tra il 1614 e il 1683. La fece costruire tra il 1652 e il 1654, e fa parte di un complesso architettonico insieme alla madrasa Ulugh Beg, del 1417, proprio di fronte al bazar orientale dei gioiellieri. Ora, guarda il portale, il pishtak. È rivestito di piastrelle blu e gialle, con motivi tradizionali come il vaso della felicità. Ma c’è un dettaglio che rompe le regole: qui, in contrasto con la tradizione islamica, trovi rappresentazioni figurative e un realismo sorprendente nella decorazione floreale. È una rarità, e a Bukhara l’unico altro esempio simile in un edificio religioso è alla madrasa Nadir Divanbegi. C’è un retroscena che rende tutto più affascinante: la decorazione esterna è incompiuta. Khan venne detronizzato, e l’architetto non terminò mai il progetto. Quindi, ciò che vedi è un’opera interrotta, un vertice dell’arte architettonica dell’Asia centrale rimasto sospeso. All’interno, oltre alle celle e alle aree comuni, trovi una piccola moschea invernale e una estiva. E pensa che all’epoca aveva persino un caminetto, una vera novit

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