Otranto, Italy
Situato nei pressi di Otranto, in provincia di Lecce, il monastero di San Nicola di Casole è oggi un complesso in rovina, ma il suo nome evoca un periodo di straordinario splendore culturale. Secondo una tradizione non confermata dalle fonti, la fondazione risalirebbe al 1098, per volere di Boemondo
I d'Antiochia, che avrebbe donato il sito a un gruppo di monaci basiliani guidati da Giuseppe, primo abate. La ricerca archeologica, però, ha dimostrato che il luogo era già frequentato dall'VIII–IX secolo, molto prima della successiva fondazione monastica. Il cenobio, dedicato a San Nicola di Bari, comprendeva, oltre all'edificio principale, strutture satellite – cappelle, celle e piccole abitazioni dette “càsule” –, che hanno dato il nome al complesso. Tra l'XI e il XII secolo, San Nicola di Casole raggiunse l'apice della sua importanza: divenne il centro culturale più antico e fecondo del Sud Italia. Il suo scriptorium produceva manoscritti greci e latini di grande pregio, e la sua biblioteca si impose come la più rinomata della penisola meridionale. Si ritiene che Pantaleone, il celebre mosaicista greco di Otranto autore del pavimento musivo della Cattedrale, abbia tratteggiato l'apparato iconografico della sua opera proprio studiando i codici conservati nella biblioteca del monastero. Nello stesso arco temporale, vi operò un circolo di poeti di lingua greca coordinato dall'abate Nicola di Otranto, noto con il nome monastico di Nettario. Nel 1480, durante l'invasione ottomana
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